Musica e natura nell’Accademia dell’Arcadia a Roma

Piazza Santa Croce in Gerusalemme, 9/a 00185 - Roma (RM)
September 23rd, 2017 - September 23rd, 2017
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Museo nazionale degli strumenti musicali Evento: concerto Data: sabato 23 ore 19.30 Costo: 1,00 € info: +39 06 7014796 museonazionalestrumentimusicali@beniculturali.it Il concerto per flauto e cembalo dal titolo Musica e natura nell’Accademia dell’Arcadia a Roma con Musiche di A. Corelli, A. Scarlatti, B. Marcello, R. Valentine, G. Tartini, G. Platti propone al pubblico del museo la raffinata interpretazione culturale della natura attraverso la musica composta dagli autori del Settecento dell'Accademia dell'Arcadia. Fondata a Roma nel 1690 da un gruppo di intellettuali come Gian Vincenzo Gravina, Giovanni Mario Crescimbeni e Ludovico Antonio Muratori, l'Accademia dell'Arcadia intendeva promuovere modelli artistici e culturali che si opponessero alle ridondanze e alle “irregolarità” dell’estetica barocca, mediante un linguaggio più semplice e chiaro che perseguisse l'equilibrio e la perfezione del gusto classico. Ne scaturì una scuola di pensiero che si diffuse in tutta Italia esercitando un'influenza estetica per tutto il Settecento: la Natura era intesa quale principio di ogni armonia e ‘fonte di verità’ alla quale l’artista doveva avvicinarsi. Per gli “Arcadi”, che s’ispiravano ai poeti bucolici della mitica regione dell'antica Grecia dove uomini e natura vivevano in perfetta armonia il flauto, strumento pastorale per eccellenza, assumeva un importante significato simbolico; ciò ne favorì l'apprezzamento presso i compositori. Così Benedetto Marcello compose le sue celebri Suonate a Flauto Solo con il suo basso opera seconda (Venezia, 1712), di intonazione bucolica e pastorale, come probabile forma di tributo-ringraziamento conseguente all'ammissione nell’Arcadia romana nel 1711. Tra i musicisti che furono accolti in seno all’Arcadia si ricordano il celeberrimo Arcangelo Corelli, con lo pseudonimo di “Arcomelo Arimateo”, il compositore e cembalista Bernardo Pasquini, il violinista-compositore e poeta Giuseppe Valentini, nonché Alessandro Scarlatti di cui viene eseguita una magnifica toccata per clavicembalo. Il programma comprende anche musiche di Giuseppe Tartini, luminare della musica strumentale italiana settecentesca, talmente assimilato alla poetica arcadica da asserire in una lettera al conte Algarotti: “Io stò più che posso con la natura, meno che posso con l’arte”. L’accento bucolico e Pastorale è infine evidente nella Sonata in do maggiore op. III n°5 del compositore Giovanni Platti che si apre infatti con un Allegro “Pastorale”. Per il concerto verranno utilizzate copie e repliche basate su strumenti della collezione del Museo Nazionale degli Strumenti Musicali come il flauto traversiere dall’originale J. F. Engelhard della collezione e verrà presentato uno splendido cembalo realizzato dal maestro Andrea di Maio sulla base dell'esemplare del XVII di Onofrio Guarracino.

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